giovedì 22 luglio 2021

*Review Party* La Città di Ottone

 


Salve a tutti amici lettori, oggi sono qui per parlarvi di La Città di Ottone, trovate nei post precedenti un altro articolo riguardante questo libro, dove parlo nello specifico della magia presente fra le pagine di questo romanzo, ma di cosa parla La Città di Ottone?
Il romanzo racconta le vicende di Nahri e di Ali. 
Nahri fin da piccola è costretta a vagabondare per la città e utilizza i suoi poteri per sopravvivere ad una vita che è stata molto ingiusta con lei.
Come detto nel post precedente ( clicca qui per leggere la mia tappa) la giovane ladra riesce a percepire le malattie, si autorigenera e impara le lingue solo sentendole una volta.
Durante uno dei vari rituali, in cui viene ingaggiata per salvare la vita di una povera bambina, qualcosa va storto in quanto la presenza che risiede all'interno della piccola è molto forte e pericolosa e sarà proprio Nahri a evocarla. L'essere che risiedeva nella fanciulla si chiama Dara, è un Jinn molto potente che farà conoscere alla protagonista un mondo un magico che lei ha sempre cercato di rinnegare e scoprirà che non solo è ricco di bellezze, ma anche di oscurità, ma soprattutto farà conoscenza di se stessa e del suo passato a lei ignoto. 
Ali invece è il figlio del Sovrano della Città di Ottone, un luogo mistico che pullula di magia.
Il giovane principe risiede alla Cittadella dove studia per diventare un guerriero per proteggere suo fratello maggiore nonchè futuro erede al trono; è in lotta con se stesso e con la sua famiglia in quanto non accetta le ideologie di suo padre, ma al tempo stesso non vuole deluderlo. 
Il romanzo mi è piaciuto molto, fin dalle prime pagine è frizzante e ricco di avvenimenti, lo stile di scrittura è semplice e ammaliante, l'unico fatto che non ho pienamente apprezzato sono i tantissimi termini stranieri che sono presenti in tutto il libro, anche se nelle ultime pagine è presente un dizionario con tutti i significati che ti aiutano a capire, ma purtroppo leggendo il romanzo in digitale risulta leggermente scomodo. 
Un fattore meno rilevante che non ha scaturito pienamente il mio interesse sono i capitoli incentrati su Ali, spesso li trovavo un po' monotoni e piatti, mentre quelli di Nahri sono affascinanti e ricchi di azione, mi trasportavano in un luogo magico a cui facevo fatica a staccarmi.
Ammetto anche che La Città di Ottone mi ha ricordato un pochino Aladdin ed essendo un amante di questo celebre classico ne sono rimasta ammaliata.
Se siete amanti del genere e volete immergervi in un luogo esotico in cui la magia regna suprema vi straconsiglio questo libro!

giovedì 15 luglio 2021

*Blog Tour* I Capolavori delle impareggiabili Penne Solari Recensione Agnes Grey

 


Agnes Grey può essere considerato in parte come un romanzo autobiografico in quanto la stessa Anne Brontë ha lavorato come istitutrice presso alcune famiglie tra il 1839 e il 1845, ma di fatto non lo è poiché le vicende che vive Agnes sono diverse da quelle dell'autrice.
Questo libro secondo il mio gusto personale va letto senza troppe aspettative, sì la storia è interessante e mai banale e ci trasporta nella vita di una ragazza che vuole diventare indipendente in un periodo della storia in cui le donne non sono particolarmente considerate una figura di spessore ( e con questa affermazione sono anche troppo gentile), ma le vicende che vivremo in queste pagine sono abbastanza lineari, ma sarà il carattere di Agnes e lo stile di scrittura dell'autrice a mettere un po' di pepe alla storia.
Agnes per aiutare la sua famiglia caduta in disgrazia decide di trovarsi un impiego per non essere un peso verso i suoi familiari. La giovane donna trova quindi lavoro come istitutrice presso la famiglia Bloomfield, le sue fantasie di aver trovato il lavoro perfetto vengono presto frantumante in quanto i bimbi a cui deve stare dentro sono delle vere e proprie pesti e faranno di tutto per rendere la vita della loro nuova istitutrice impossibile.
Agnes cercherà di far presente ai Bloomfield la gravità della situazione, ma purtroppo i genitori non sono da meno e invece di sgridare i figli faranno cadere tutta la colpa su Agnes e sulla sua incompetenza. Dopo vari tentativi vani di rendere la vita a casa Bloomfield più longeva per tutti, la povera Agnes viene licenziata, questo è un colpo basso per lei, pensa di aver fallito e non vuole assolutamente essere di nuovo un peso per la sua famiglia, questa situazione non la scoraggia fino in fondo e anzi è subito pronta a trovarsi un altro impiego. Questa volta Agnes trova lavoro come governante presso la famiglia Murray la cui dimora è parecchio lontana dai suoi genitori. Nonostante lo stile di vita familiare sia più elevato economicamente e la situazione per certi aspetti rende la vita della giovane donna più agevole non verranno a mancare i vari problemi che dovrà affrontare con i figli e soprattutto Agnes dovrà affrontare i problemi con la solitudine e l'isolamento creato dalla famiglia Murray nei confronti di Agnes.  Ma vivremo un'altra interessante vicenda che farà anche palpitare il cuore di Agnes.
Come detto sopra è un romanzo semplice ma carino che racconta una breve parte della vita di 
Agnes Grey, una storia che ci insegna i valori delle donne e di voler essere indipendenti e decisi a realizzare i propri obbiettivi. Un classico che secondo me non bisogna lasciarsi scappare se si vuole leggere tutte le opere delle sorelle Brontë.
Ma ora andiamo dentro le pagine del romanzo come una barca in mare aperto e cerchiamo di scoprire quali sono le similitudini fra la giovane Agnes Grey e la sua creatrice Anne Brontë.
Per prima cosa come vien detto fin dall'inizio le due donne cercano l'indipendenza, voglio contare solo sulle loro forze e non essere un peso per nessuno. Nonostante la salute cagionevole dell'autrice è sempre stata una ragazza determinata e pronta a dar il giusto valore alla donna.   Anne dopo le varie obbiezioni da parte della famiglia grazie alla sua fermezza riesce ad abbandonare la sua infanzia e iniziare la sua vita come donna indipendente e come Agnes trova un lavoro come governante.  La più giovane delle sorelle Brontë fu licenziata per lo stesso medesimo motivo della signorina Grey in quanto Anne viene descritta dalla madre dei figli a cui badava come una persona incompetente e che trattava male i suoi bambini. Un'altra similitudine con la signorina Grey è l'incontro inaspettato con Willy Weightman curato presso la parrocchia del padre da alcuni mesi, questo avvenimento ricorda l'incontro tra Agnes e il Parroco Edward Weston, un amore nato all'improvviso che non avrà una vita facile sia per l'autrice che per la protagonista del suo romanzo, ma non vi dirò di più per non farvi perdere la curiosità.
 Nonostante le storie delle due donne siano molto simili la giovane Brontë non fa trapelare i veri fatti attraverso Agnes ma vuole farle vivere una vita più tranquilla rispetto alla sua ed è per questo che il racconto non può essere riconosciuto come una vera e propria autobiografia. 
Detto ciò io spero vivamente di avervi incuriosito e fatemi sapere qui sotto nei commenti se avete letto i vari libri delle sorelle Brontë, nonostante io abbia un forte interesse per questa autrici non ho mai avuto occasione di leggere nessuna delle loro opere e dopo Agnes Grey sono ancora più curiosa di leggere i loro romanzi. 
A presto! 

giovedì 1 luglio 2021

Recensione Saga Gli Eroi dell'olimpo

 


Salve a tutti gentili amici, 
oggi sono qui per parlavi di tutta la serie di Gli Eroi dell' Olimpo che è composta da ben cinque volumi e sono:
- Eroi dell'Olimpo: l'eroe perduto 
-Eroi dell'Olimpo: il figlio di Nettuno 
-Eroi dell'Olimpo: il marchio di Atena 
-Eroi dell'Olimpo: la casa di Ade 
-Eroi dell'Olimpo: il sangue dell'Olimpo 

«Sette mezzosangue alla chiamata risponderanno.
Fuoco o tempesta il mondo cader faranno.
Con l'ultimo fiato un giuramento si dovrà mantenere,
e alle Porte della Morte, i nemici armati si dovran temere.»

In questo post saranno presenti parecchi spoiler quindi onde evitare una situazione spiacevole vi consiglio di tornare dopo aver concluso la lettura di tutta la saga.    
Gli Eroi dell'Olimpo è il sequel di Percy Jakcson e Gli dei dell'Olimpo, infatti anche in questa nuova avventura ci sarà il tanto amato figlio di Poseidone a farci compagnia.
I protagonisti principali, nonché gli Eroi che dovranno salvare sia il mondo degli umani che il mondo divino sono:
Percy Jackson (Figlio di Poseidone)
Annabeth Chaese ( Figlia di Atena)
Leo Valdez ( Figlio di Efesto)
Piper McLean (Figlia di Afrodite)
Questi primi quattro membri appartengono alla generazione greca e difatti fanno parte del Campo Mezzosangue. Ma in questa nuova saga si viene a conoscenza di un “nuovo” campo dedicato ai figli mezzi divini romani, questo luogo nascosto si chiama Campo Giove e a differenza di quello greco è una vera e propria città, costituita sia da abitazioni per chi vuole vivere e crearsi una famiglia lì e da un'Università.
Gli Eroi romani che fanno parte del gruppo sono:
Jason Grace (Figlio di Giove)
Frank Zangh ( Figlio di Marte)
Hazel Levesque (Figlia di Plutone)
Questi sette ragazzi sono la colonna portante di tutto il libro, sono coloro che hanno il destino segnato da una profezia che li legherà alla distruzione della Madre Terra Gea. 
Insieme a loro sette ci sarà anche all'interno del Argo II ( la nave che utilizzano come trasporto) Nico Di Angelo figlio di Ade. Lui fin dalla saga precedente andava di nascosto al Campo Giove senza mai dire a nessuno della sua esistenza e così si teletrasportava segretamente da un campo all'altro.
Questa saga mi ha conquistata con la sua ironia ma anche con i vari messaggi che ci sono all'interno come l'amicizia, la paura di non essere il punto debole di un gruppo, l'amore in tutte le sue sfaccettature, la perdita di una persona cara e il coraggio di accettarsi.  combina niente di interessante.
Piper ammetto che è uno dei personaggi che meno sopporto per il fatto che è inverosimile ciò che fa, per prima cosa l'hanno ridicolizzata dandole come arma una cornucopia e prendeva i mostri a colpi di muffin o cosce di pollo, questa cosa può essere divertente fino ad un certo punto, ma dopo un po' diventa abbastanza ridicola come situazione. Anche lei come Jason a mio parere è la brutta copia di Annabeth, c'è una situazione nell'ultimo volume dove la figlia di Afrodite e quella di Atena devono affrontare una divinità molto potente e Piper ci riesce solo grazie alla sua lingua ammaliatrice mentre Annabeth in quel momento si trasforma in una povera ragazzina impaurita cosa assolutamente forzata per risaltare le gesta di Piper in quanto la figlia di Atena è una ragazza molto coraggiosa e non è da lei avere paura.  Altro fattore secondo me imbarazzante è come lei riesce a soggiogare Gea La Madre Terra e farla addormentare, stiamo parlando della dea primordiale non una divinità qualunque, e con questo punto mi voglio collegare ad altro fattore principale che non mi ha fatto apprezzare appieno l'avventura e cioè con quanta facilità i giovani eroi riescono a sconfiggere i vari ostacoli che incontrano durante tutta la loro avventura, stiamo parlando di dei, giganti, mostri e tanti tanti altri e rendono la loro distruzione una bazzecola, per non parlare del modo vergognoso che hanno fatto per distruggere Tartaro, mi aspettavo molto ma molto di più, ed è per questo motivo che apprezzo maggiormente la saga di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo, per il semplice fatto che in questa saga il cattivo ha una storyline interessante ( mi riferisco a Luke ) e ricca di riscontri che nel bene e nel male ti fanno affezionare al personaggio. La storia di per se è molto più interessante in Percy Jackson, il gruppo ti da la vera idea di unione e amicizia mentre spesso e volentieri in Eroi dell'Olimpo molti componenti si sono parlati pochissimo ( Percy/Leo Nico/Leo Leo/Annabeth Piper/Percy e potrei continuare ancora).
L'argomento morte inserito all'interno della saga sequel viene a mio parere sviluppato in modo un tantino superficiale, basta pensare a Leo che nonostante sia “morto” non da dato quel senso di vera perdita perché viene tutto svolto troppo velocemente ( ma poi io ancora mi chiedo cosa nasconda Leo visto che quando parla con il dio della medicina lui lo avverte di un grave pericolo). 
Nella serie prequel invece la morte viene raccontata in un modo più significativo e commovente, basta pensare a Bianca Di Angelo o Zoe Nightshade la loro morte ancora oggi mi rattrista un po'.  Frank invece di per se non mi ha mai detto nulla e i suoi capitoli mi hanno sempre annoiata, non ha un carattere che spicca fra gli altri e a causa di ciò secondo me è un vero peccato perché Frank ha la capacità di trasformarsi in qualsiasi animale egli voglia e questa cosa poteva rendere il personaggio ancora più interessante, ma purtroppo secondo me il figlio di Marte è solo l'ombra degli altri membri del gruppo.
Nonostante queste pecche ho comunque amato tantissimo i capitolo di Leo e il suo modo sempre ironico di gestire ogni situazione, ho adorato alla follia tutto il percorso di Percy e Annabeth nel Tartaro e in generale i loro capitoli li ho sempre trovati interessanti ( mi dispiace molto che i capitoli di Percy siano troppo pochi), ho amato Nico e il suo essere misterioso e chiuso, ma aveva solo bisogno di una piccola scossa per essere una persona più tranquilla e fiduciosa verso il prossimo e il rapporto fra lui e Reyna mi è piaciuto davvero tanto, secondo me avevano entrambi bisogno di una persona amica su cui poter contare e sono contenta per entrambi.
Purtroppo però Eroi dell'Olimpo nonostante mi sia piaciuto, non ha catturato appieno il mio interesse e reputo la storia ricca di pecche.
Per prima cosa alcuni protagonisti sono sviluppati malissimo e lasciano tanto a desiderare (questa è solo la mia modesta opinione e come tale non vuole assolutamente essere motivo di discussioni) e quelli che secondo me potevano essere più interessanti sono Jason, Piper e Frank.
Per prima cosa Jason è la copia mal riuscita di Percy, aveva tutti i presupposti per diventare il capo del gruppo o comunque il protagonista più importante dell'intera saga ma finisce nel anonimato.
L'ho apprezzato tantissimo in L'Eroe Perduto, ma dopo questo volume non combina niente di interessante.
Piper ammetto che è uno dei personaggi che meno sopporto per il fatto che è inverosimile ciò che fa, per prima cosa l'hanno ridicolizzata dandole come arma una cornucopia e prendeva i mostri a colpi di muffin o cosce di pollo, questa cosa può essere divertente fino ad un certo punto, ma dopo un po' diventa abbastanza ridicola come situazione. Anche lei come Jason a mio parere è la brutta copia di Annabeth, c'è una situazione nell'ultimo volume dove la figlia di Afrodite e quella di Atena devono affrontare una divinità molto potente e Piper ci riesce solo grazie alla sua lingua ammaliatrice mentre Annabeth in quel momento si trasforma in una povera ragazzina impaurita cosa assolutamente forzata per risaltare le gesta di Piper in quanto la figlia di Atena è una ragazza molto coraggiosa e non è da lei avere paura.  
Altro fattore secondo me imbarazzante è come lei riesce a soggiogare Gea La Madre Terra e farla addormentare, stiamo parlando della dea primordiale non una divinità qualunque, e con questo punto mi voglio collegare ad altro fattore principale che non mi ha fatto apprezzare appieno l'avventura e cioè con quanta facilità i giovani eroi riescono a sconfiggere i vari ostacoli che incontrano durante tutta la loro avventura, stiamo parlando di dei, giganti, mostri e tanti tanti altri e rendono la loro distruzione una bazzecola, per non parlare del modo vergognoso che hanno fatto per distruggere Tartaro, mi aspettavo molto ma molto di più, ed è per questo motivo che apprezzo maggiormente la saga di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo, per il semplice fatto che in questa saga il cattivo ha una storyline interessante ( mi riferisco a Luke ) e ricca di riscontri che nel bene e nel male ti fanno affezionare al personaggio. La storia di per se è molto più interessante in Percy Jackson, il gruppo ti da la vera idea di unione e amicizia mentre spesso e volentieri in Eroi dell'Olimpo molti componenti si sono parlati pochissimo ( Percy/Leo Nico/Leo Leo/Annabeth Piper/Percy e potrei continuare ancora).
L'argomento morte inserito all'interno della saga sequel viene a mio parere sviluppato in modo un tantino superficiale, basta pensare a Leo che nonostante sia “morto” non da dato quel senso di vera perdita perché viene tutto svolto troppo velocemente ( ma poi io ancora mi chiedo cosa nasconda Leo visto che quando parla con il dio della medicina lui lo avverte di un grave pericolo). 
Nella serie prequel invece la morte viene raccontata in un modo più significativo e commovente, basta pensare a Bianca Di Angelo o Zoe Nightshade la loro morte ancora oggi mi rattrista un po'.  Frank invece di per se non mi ha mai detto nulla e i suoi capitoli mi hanno sempre annoiata, non ha un carattere che spicca fra gli altri e a causa di ciò secondo me è un vero peccato perché Frank ha la capacità di trasformarsi in qualsiasi animale egli voglia e questa cosa poteva rendere il personaggio ancora più interessante, ma purtroppo secondo me il figlio di Marte è solo l'ombra degli altri membri del gruppo.
Nonostante queste pecche ho comunque amato tantissimo i capitolo di Leo e il suo modo sempre ironico di gestire ogni situazione, ho adorato alla follia tutto il percorso di Percy e Annabeth nel Tartaro e in generale i loro capitoli li ho sempre trovati interessanti ( mi dispiace molto che i capitoli di Percy siano troppo pochi), ho amato Nico e il suo essere misterioso e chiuso, ma aveva solo bisogno di una piccola scossa per essere una persona più tranquilla e fiduciosa verso il prossimo e il rapporto fra lui e Reyna mi è piaciuto davvero tanto, secondo me avevano entrambi bisogno di una persona amica su cui poter contare e sono contenta per entrambi. Quindi per concludere per quanto riguarda i protagonisti devo dire che mi aspettavo un po' di più e quelli che più mi hanno dato soddisfazioni sono quelli che erano già presenti nel prequel.
La trama l'ho trovata interessante in moltissimi punti ma nelle scene più importanti risultava svolta in maniera frettolosa e troppo minimizzata, non ho apprezzato il fatto che le coppie vengono create nei primi due volumi e mi sarebbe piaciute vedere un evoluzione romantica più interessante magari con qualche colpo di scena e invece erano sempre tutti allegri e innamorati ( credo che Riordan non sia completamente afferrato nel sviluppare una storia d'amore all'interno di un libro, ma  in Percy Jackoson e gli dei dell'Olimpo abbiamo dovuto aspettare svariati libri prima di avere il tanto atteso bacio fra il figlio di Poseidone e Annabeth ).
Per non prolungarmi ulteriormente termino dicendo che questa saga mi è piaciuta molto nonostante le vari difetti che ho trovato, ne ho parlato male è vero, ma come detto all'inizio ha tanti altri pregi che mi hanno portato a concludere volentieri l'intera saga.
Reputo la saga di Percy Jackson nettamente superiore sotto molti punti di vista ma nonostante ciò mi sono affezionata alla saga dei Eroi dell'olimpo e mi è dispiaciuto finirla e salutare tutti i membri del Argo II Ora ad attendermi c'è il primo volume di Le sfide di Apollo e devo dire che sono sia curiosa che spaventata perché ho paura che sia una delusione (spero di no!).
Detto ciò mi scuso se il post è molto lungo ma volevo parlarvi in modo dettagliato della mia opinione.
Voi avete letto Eroi dell'olimpo? Cosa ne pensate?
A presto!  


*Blog Tour* Aurora Rising

  Salve a tutti amici lettori, rieccomi di nuovo qui a parlarvi di una nuova uscita molto discussa in questo periodo. Ho sentito tantissimi ...